I Ponci dell'InCivili: siamo uni e trini.



Finalmente dai migliori musicai, il nuovo album di Gianni Squaqquera. Trattenete l'emozione e chiudete le mascelle, vi vedo increduli in un angolo, impauriti teneroni, amabili eccitanti bisognosi d'emozioni forti, vi vedo, dicevo, a tremare esclamando parossisticamente: Gianni! Gianni! GIANNI! Si, Gianni Squaqquera, il cantante piu' famoso a La Cigna, Gianni, che apri' il concerto dei Pink Floyd allo stadio, si, insomma, apri' i cancelli dello stadio, pagato dal comune, e senza riconoscenza alcuna, venne calpestato da una mandria di diecimila invasati che urlavano "WISH YOU WERE HERE!", ed ai quali lui, esanime, rispose "Preferirei di no!"
Dopo un parto faticoso in studio registrazioni ad Acciaiolo, il nuovo capolavoro di Gianni Squaqquera "Le Moldave costan meno", e' un mix di animate percussioni sul cazzo, ricoperto da uno strato di plasticato fine. Un evoluzione di vibrato, chitarre suonate con la mano sbagliata, caccole tirate sui djambe, ma l'emozione piu' grande sono i crepitii finali della canzone "Chiamate i pompieri" che rendono incisivamente il momento in cui lo studio ha preso fuoco, collassando su se stesso.
Intervistato da Rolling Stone Gianni, alla domanda : "scusi sa mica dove posso svuotammi l'intestino?" risponde con decisione: "in culo ar budello di tu ma'!"
"Le Moldave costan Poco e' un disco che m'e' venuto ammente in un attimo della mia vita, dove ero ad un bivio: o il picchianti o l'aurelia. poi mi son riordato che verso lo struggino c'eran le moldave, e io, che non sono certo un arricchito, infine ho deciso per questa soluzione."
Bravo Gianni, Livorno aveva bisogno di te.
La track list comprende capolavori come:
- le Moldave costan meno;
- Mi sale la pressione;
- Lei non sa chi sono io,
- A Livorno c'è la potta;
- funghi si ma sulla schiena;
- vomitando nell'androni;
- tina Andrei medley
(Nella foto Il Nostro Gianni durante un acuto seguito da pancreatite fulminante)

Postato alle 09:03 di mercoledì, 11 novembre 2009


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Riceviamo la lettera della cara lettrice Marida Filippini la quale ci chiede: "Ma avete notato che anche nei momenti più difficili l'attuale direttore di "Libero" Belpietro sembra sempre sorridere?".

Abbiamo girato prontamente la sua gentile domanda al dottor Felice Lami Fava. Ecco a voi l'arguta risposta.

"Gentile sig.ra Filippini... in realtà trattasi di rara paresi sub-tropicale che noi medici, in termini non generici, indichiamo come "rettale", poichè il primo che la scoprì in un lontano paese la descrisse così: "Pare che il paziente sia afflitto da una paresi costante che lo fa sembrare uno che ha appena finito di caà".

Ringraziamo l'esperto e vi invitiamo a continuare a scriverci con codesta costanza eqquì. Alla centomilesima domanda sarà regalato un pupazzino di Angelinoarfano con spilloni e ricettina per macumba inclusi.

Postato alle 14:40 di sabato, 31 ottobre 2009


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Se ciavessi i vaini, assai viaggerei: America Europa, pure a Taipei.
Guarderei il tramonto, dal vetro del jet, Con Nadal a Barcellona giocherei due set.
Se ciavessi i vaini, cor camper a roma colla barca a capri cor cavallo a yuma.
Ma i vaini un ce l'ho, E allora non mi movo.
Ar massimo, cor gozzino, me ne vado ar molo
Novo

Postato alle 20:41 di mercoledì, 28 ottobre 2009


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Pineta, sacra e intensa
Amore meschino ma puro, che pervade le mie membra
provo a camminar solerte ma tu dinieghi. Non sono puro.
afferma il mio Io che la vita mi cinge e t'assale
ma sicuro e fiero capisco le intenzioni, o pineta:
Mi vuoi mondo, purificato delle vergogne odierne. E io son qui, o pineta immensa
umile servo redento, e mi ignudo, fondendo l'essere all'apparire.
Odo i fruscii del vento, che sfiorano l'aghi in su le vette marroni
Legno di pino puro, che sfioro con le dita, amore immaginato e unico
E corro, stracciando le vesti, i miei piedi sul tappeto marrone, che mi dondola
e corro ignudo , le membra al vento stese, ignudo il corpo e l'anima
e le mie rosee appendici ballano, e poi..BEEEP!
E sull'aere scesoBEEEEEp! BE BEEEEEEEEEEP
Badaluilì, Valter! é tutto gnudo in pinetina! L'hai visto, eh?
O MANFRUITOOOOOO! COPRITII!!!
Fai schifo, c'è i figlioli, vergogna!!!
Si chiama i Carabinieri!!!!

Addì 21 ottobre 2009, si recava in forze tale Caciagli Mirko, di anni 31.
Riferisce la pattuglia disposta all'arresto che il Caciagli, in evidente stato di ebrezza, correva ignudo nella pinetina che congiunge viale della Libertà al Viale Boccaccio. Dopo aver trascorso la serata con amici presso il locale "Pizzeria tale da più dieci uno, (ovvero mi permetto di rispondere undici per semplificare le cose), ed aver ingurgitato esattamente "Litri 4 di bevanda chiara soprannominata "Birra Chiara", il Caciagli viene lasciato a vomitare dagli amici nei pressi della suddetta pinetina. Appisolatosi, L'indagato si sveglia attorno le ore 9 antimeridiane, sempre in dentro alla pineta. In evidente stato confusionale, spogliatosi di tutto ciò che ha addosso, Il Caciagli comincia una particolare danza soprannominata dallo stesso "danza d'Oreste che con le palle ti ci veste". Tradotto dalla specifica pattuglia in caserma, Caciagli Mirko risponde alle domande come un "Non sono stato io" e poi anche "Non ricordo". Indi, lo stesso, leggermento strattonato dai carabinieri che lo tenevano sotto scorta, Vomita esattamente litri 4 sulla scrivania del sottoscritto, e anche fin dentro le scarpe e sui pantaloni con la banda rossa.
In fede Appuntato Gargiulo Germano
Postato alle 03:11 di mercoledì, 21 ottobre 2009


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"Io ci son venuto, ma so una sega.."
"Zitto e ascolta, imparerai che l'anima est eterna e sempidura.."
" sempidura? est? ma che cazz.."
"Buono, misconosciente e duro. sulle pratiche dell'animo io mi ergo, sul resto m'imparerai te, ma su questo no"
" Mi imparerai? mi inzegnerai, sennercaso"
"Occhetati un attimo, che ora c'e' il recitario"
"Ma io volevo solo chiedere informazioni, mi cia' mandato una mia amica, m'ha detto mi faceva bene."
"Infatti, questo luogo segreto e vitale, nascosto nell'anfratti della terra..."
" Ma se siamo in un fabbricato di via dell'artigianato a du metri dalle puttane!"
" Si, ma immagina la foresta tropicale, immagina la spiaggia serena del corpo, immagina d'esse li'"
"A me mi basterebbe anco Villa certosa, un bagnetto, una trombatina.."
"BONO! ora stai fermo, e depura le tue voglie, non pensar altro che non al rilassamento, e immergiti nella predicazione"
"Mi sarei gia' rotto ir cazzo"
" Obasta, de'! ma chi ti cia' mandato qui a rompe i coglioni, eh?"
"La mia amica Ilaria m'ha detto che io mi sono perso nel cosmo e che voi mi potevate ritrova'!"
"Eh, mi sa che con te ci vole chi l'ha visto. Comunque, per amore di Ilaria che provo a estrarre da te l'immensita'"
"Fa male?"
"Cosa?"
"Estrarre da me l'immensita'? e' grossa? frizza?"
"Zitto, e ripeti con me le parole magiche:..."
"Sim sala bin?"
" No, NAM RIO NENGHE NCHIO, NAM RIO NENGHE NCHIO..."
" Nam rio nenghe nchio?? ma, ma, MA TE SEI BUDDISTA? ma te lo vai a piglia' ner culo, cio' gia' tanti problemi io, mi devo impelaga a rompemmi ir cazzo con te, Ilaria, e ir gonchio...e comunque la parola magica e' sempre OMBLERI SIMS OBLURASKY."
"Eh??"
"PUPPA! Te e il lama Norbu!"

Postato alle 09:41 di sabato, 10 ottobre 2009


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Bacio Manga

Ciao, come ti ‘hiami?

Oh, sei sordo? Dio a te! Come ti ‘hiami?

Chevi.

E quant’anni ciai?

Quattordici, guasi quindici.

Sei in terza?

No, sono in seonda, però son bocciato du’ vorte. Senti, mapperché mi fai tutte veste domande?

Appunto, le domande le fo io, quindi fatti i cazzi tua.

… [rossore]

Vabbè, te lo dio: c’è Marika, una mi’ amia, che ti vede bene.

Ah sì?

Dé, sì.

E chi è?

La vedi vella laggiù colle ‘arze a rete e lo zaino dell’invicta?

Vella coll’aipodde?

Sì, lei.

Boia, ma pare un tegame!

Dé, o allora…io niel’ho detto di ‘ambia’ zaino…

Senti, dinni alla tu’ amia che è bellina, però ora me ne garba di più un’antra.

Ah sì? O chi è?

Un te lo posso di’.

Perché?

Dé…percheeee…un te lo posso di’…

… [rossore]

Ma te come ti ‘hiami?

Io?

Dé sì, un c’è artre persone vi…

Ih ih…Sascia.

Bello.

Ti garba?

Sì.

Anche a me mi garba ir tuo.

… [sorriso e rossore]

… [sorriso e rossore]

Senti, ma…

Eh? Cosa?

No, dicevo…

Si ciuccia?

EH?

Si ciuccia? Eh?

Ma…così? Cioè…qui? E Marika? E se ci vede?

M’importa una sega di Marika.

Ih ih…Dé, vabbene…

 

[ciucciano]

 

Chevi, mi porti a giro in motorino?

No, un posso.

Perché?

Perché un ciò ir motorino.

NOO? E questo vi?

È di Maico, quer bimbo laggiù. Me l’ha prestato ma ora nielo devo riporta’.

Ah…

Dé…

Quant’anni cià Maico?

Quattordici.

E in che classe è?

Postato alle 20:32 di giovedì, 08 ottobre 2009


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Questa sera, addì 7 Ottobre 2009, uno scellerato manipolo di magistrati anarco-sindacalisti ha scardinato le fondamenta della Repubblica sovvertendo gli effetti di una illuminatissima legge che recava la firma primaria dell'illustre ministro Alfano. 

Costoro, colti da ineguagliabile pervicacia, si ostinano a ripetere al popolo tutto come il nostro amato Premier, l'immarcescibile Cavalier Berlusconi, possa essere paragonato ad un uomo qualsiasi. 

Nella scellerata sentenza di questa sera s'è sancito che il Capo del Governo della Repubblica Italiana è paragonabile, difronte alla Legge, ad un qualsiasi netturbino, postino, puranco un extracomunitario. 

Ma questa sentenza ad orologeria, che mina il tentativo di ricostruire un'Italia distrutta attraverso le grandi opere, il recupero sulla crisi e l'esportazione del metodo italico in tutta Europa, questa sentenza dicevamo, che blocca il saper fare del nostro reggente in capo, non sortirà effetto alcvno. 

Si chiami il paese a coorte. Si scenda in piazza una volta per tutte. Eliminare queste pulci che allontanano l'Italia dal risanamento, dalla piena occupazione e dal benessere diffuso è un compito che il nostro patriottico statista ci ha infuso e che non possiamo rifuggere giammai. 

Da domani saranno distribuiti come di dovere olio di ricino e manganelli. E sarà bene che ogni uomo e ogni donna di buona volontà s'appresti a riassestare l'equilibrio democratico che ancora una volta, e per vie surrettizie e secondarie, si sta cercando di sovvertire. 

Insieme si vince. Ce ne freghiamo... Evviva il Premier... Menomale che Silvio c'è.

Postato alle 21:08 di mercoledì, 07 ottobre 2009


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livorno
"Marmottaaaa!"

"Chi va là? Chi essere stato?"

"Marmottaaaaa! Ih ih ih..."

"Ehi! Figliacchi! Fenite fuori!"

"Marmotta marmotta marmottaaaaaaaaaa!"

"AAAAARRRRRRRRRGGGGGHHH! FI UCCIDOOO!!!!"



Questo succedeva a Livorno intorno al 1849, ai tempi della dominazione austriaca. I loro soldati avevano, d'inverno, dei copricapo pelosi che richiamavano alla mente le marmotte e destavano curiosità fra i bimbetti i quali, per niente spaventati dal rischio concreto di beccarsi una schioppettata, urlavano loro espressioni di scherno da dietro un riparo.

Ce lo raccontava, in classe, il superbo Arrigo Colombini, il prof. di storia e filosofia. Un omone alto e burbero, aristocratico e scontroso, che ti faceva caa' in mano sistematicamente. Faceva sempre piangere qualcuno, ma solo quelli che non avevano capito che aveva l'animo di un bambino e che, oltre a insegnarci cose che non stavano sui libri e a educarci al pensiero critico, voleva giocare con noi. Noi lì a ammirarlo, temerlo, odiarlo e amarlo.

Gran conoscitore di Livorno, della sua gente e della sua storia, non mancava mai di intrattenerci con aneddoti drammatici ed esilaranti, emozionanti fotografie di momenti tristi e bui del nostro passato. Con una mimica irresistibile, carica di tutta la tradizione vernacolare.


"Meneliccheeeee!
Le palle son di piombo,
un son pasticche!"


(Menelik è stato imperatore d'Etiopia a cavallo tra l'800 e il 900, e questa filastrocca risale evidentemente all'epoca della campagna d'Africa di fine 800)


"Manganello manganello
che rischiari ogni cervello
mai la falce ed il martello
su di te trionferan"


Questo invece era probabilmente un suo ricordo d'infanzia, anni '30-'40.


Fummo lì lì per erigergli un monumento il giorno in cui lo sentimmo inveire contro quell'arpia della prof. d'inglese dandole della "contessa decaduta". Nessuno avrebbe mai potuto fare di meglio.

Un grande assoluto. Ho voglia di andarlo a trovare.
Postato alle 21:07 di martedì, 06 ottobre 2009


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De'... Profundis!

- La Feltrinelli buonasera sono Ginopaoli...

- Pronto, ma è vero che c'avete ospiti oggi i Tokiote'?

- Sì, sono qua adesso...

- E ce l'avete l'urtimo arbù?

- Sì, lo stiamo presentando proprio ora.

- E come s'antitola?

- "Humanoid"!

- Ma è proprio l'urtimo?

- Attenda un secondo...

BANG BANG BANG

- Sì, confermo... ora è proprio l'urtimo! - si frega le mani - ... e sai ora quanti ne vendo? Imbecilli!

Postato alle 22:36 di domenica, 04 ottobre 2009


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Perche' spaventarsi? Lo dice anche il nome: influenza suina. La prendono i maiali, e, fino a prova contraria, noi siamo omini, no bestie, quindi nessun timore: continuate a ciucciare con la bocca la vostra ganza Manola, o a pisciare nell'androni dei palazzi di via Ricasoli, non vi succedera' nulla. Ah, no, scusate, mi dice l'esperto che la suina attacca in modo spaventosamente virale anche le persone, quindi PANICO.

Bene, adesso cerchiamo di fare chiarezza  sulla malattia e sulle precauzioni da prendere.
Nel 1985 Enzo Gibbuti non pago' il pallaio durante una partita di briscola dal "Guercino" in borgo San Jacopo. Cosa c'entra con la suina? Nulla, ma ogni tanto ripenso alli storcidiollo che il Guercino stesso appioppo al suddetto Gibbuti, lo rigiro' dai piedi e l'attacco' al distributore del campari sulla mensola, pareva il duce in piazzale loreto.
Ni cascarono tutti li spiccioli per la terra.
Basta con le facezie. Di seguito le linee guida distruibuite dall OMS ( Ordine del Masticone Salato) su come attenuare l'effetto della mortale infezione:


- Lavarsi le mani e' utile. Ma lavarsi il culo, ogni tanto, sarebbe gradito.

- Il suddetto culo potrebbe essere lavato, come consiglio, un paio di volte a settimana. Cosa ne dite? vi fa troppo schifo?

- Basta strette di mani per salutarsi. Da qui in avanti verranno usati gesti come l'ammicco storto, l'urlo da lontano, o il rutto a la izquierda.

- Grattassi il capo violentemente non e' sinonimo di influenza, ma di pidocchi.

- un artro omo che tromba vostra moglie nel vostro letto non e' uno sfogo dovuto alla suina. Nonostante la troia insista per favvelo crede'.

- Evitate i manfruiti che si offrano di favvi la pontura, rivolgetivi a gente esperta.

- Prenotate per tempo un posto ai Lupi.

Con affetto, dalle isole Cayman, vostro Dott. Marinari Salvio

Postato alle 10:19 di giovedì, 01 ottobre 2009


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